La distribuzione della ricchezza

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I dati sulla distribuzione della ricchezza spiegano, in soldoni, che il mondo è diviso in due: un mondo è quello dei super benestanti, l’altro è quello dei sofferenti. Due classi sociali in cui sono raggruppati gli abitanti della Terra, l’élite e la massa, che sono rispettivamente il 10% e il 90%.

I primi si godono il 90% della ricchezza totale della Terra, i secondi si azzuffano l’uno con l’altro per le briciole, cioè per il 10% della ricchezza.

La divisione fra quelli che stanno male e quelli che stanno bene è molto netta, con il 10% che sta molto bene e tutti gli altri che stanno molto male.

“Un terzo delle popolazione vive oggi sotto la soglia della povertà”, dice il giornalista nel primo video, ma quello che non dice, e che non dice nessuno, per ovvi motivi legati al fatto che la gente deve continuare a sperare (“andrà tutto bene!”), è che niente andrà mai a migliorare per la massa, per la gente, e che l’unico modo per poter ambire a vivere una vita degna di essere chiamata tale, cioè sotto l’insegna della libertà e prosperità, è entrare a far parte del 10%, cioè del gruppo dei benestanti, che lo sono perché super contributivi al progresso.

No, non sono loro i criminali che sfruttano il Sistema istituzionale e la menzogna per sfruttare la gente, causando loro malessere e sofferenza. Questo 10% sono persone che contribuiscono molto positivamente al progresso, motivo per cui è consentito loro vivere in completa libertà e nel pieno dei “diritti umani”, tanto per intenderci.

Il segreto del successo e della felicità, nel mondo d’oggi e nel mondo futuro, sta nel sapere come si fa a entrare a far parte del 10%, perché se rimani a far parte del 90%, dovrai adeguarti a vivere, anzi a sopravvivere, secondo regole e leggi molto limitanti, che non ti permetteranno di fare quello che un uomo dovrebbe, per vivere una vita degna di essere chiamata tale.

Se molti si daranno da fare per entrare a far parte di questo 10%, si innalzerebbe il livello di contribuzione da parte di più persone, a cui farebbe seguito, come conseguenza naturale, il risanamento delle condizioni socio-economiche di molte altre persone e molte altre famiglie, e forse anche di tutto il paese.

 

 

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